sabato 5 gennaio 2013

Invito alla città: costruiamo un nuovo modello di sviluppo



La nostra città sta vivendo un momento storico forse senza precedenti dal dopoguerra ad oggi.
La congiuntura finanziaria negativa ed il riordino della finanza pubblica, stanno imponendo una riorganizzazione degli enti locali, del loro funzionamento, dei meccanismi interni. E, in questa fase, si sta giocando anche una partita di grande importanza per la definizione di un nuovo modello di sviluppo economico della nostra comunità.
Il Consiglio Comunale, con la decisione di attivare la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale senza accedere al Fondo di Rotazione, ha compiuto una scelta coraggiosa e lungimirante, evitando così l’aumento delle tasse locali al massimo, l’alienazione dei beni patrimoniali disponibili non indispensabili per i fini istituzionali, la rideterminazione della dotazione organica e il mancato riconoscimento di alcuni istituti contrattuali consolidati e legittimamente attribuiti ai dipendenti comunali.
Ci si deve, prioritariamente, rendere conto che le nuove politiche di risanamento e di sviluppo, rimango un convinto sostenitore della contestualità dei due momenti, impone un cambio radicale nell’approccio culturale alle questioni che ci troviamo davanti e che dobbiamo affrontare, come una sfida alle nostre capacità, nella qualità di amministratori della Città.
Adesso, infatti, occorrerà il massimo rigore (tagli e riorganizzazione di spese e servizi) e pianificare un nuovo modello di sviluppo socio-economico, possibilmente senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini, procedendo ad un vero e sostanziale risanamento del bilancio comunale.
Necessario recuperare i crediti pregressi (residui attivi, soluzione primarie per alimentare la cassa), riuscire a combattere l’evasione e l’elusione fiscale, avviando un processo virtuoso di accertamento e di recupero, condizione necessaria per la nuova fase di crescita e di investimenti a Scicli.
Uno scossone doloroso ma necessario, ponderato e responsabile, che si auspica di realizzare senza aumentare le tasse e che potrebbe portare, nel futuro, ad un graduale abbattimento della pressione fiscale nella nostra città: “Pagare tutti per pagare di meno”.
Scicli ha dunque un’incredibile opportunità storica: costruire un modello di sviluppo locale, di rilancio degli investimenti e del tessuto produttivo.
Se lavoreremo bene rispettando il programma di risanamento che ci imporremo, potremo attrarre fondi per investimenti nel nostro territorio.
Dunque, dopo questo necessario preambolo, vengo al mio invito.
Un invito che rivolgo a tutte le persone perbene, dotate di professionalità e di competenze, che hanno voglia di spendersi per il bene comune. La politica, oggi più che mai, non ha la pretesa di essere autosufficiente e di avere tutte le risposte risolutive ai problemi della collettività.
Non è più tempo di rimanere alla finestra, la fine dell’epoca delle partigianerie è ormai nelle cose, è tempo di rimboccarci tutti le maniche e di dare un contributo per costruire insieme questo nuovo modello di città, che supera la crisi per aprire agli investimenti e al rilancio.
Se tutti daremo una mano, Scicli risorgerà, rilanciando un’immagine positiva di città che lavora e guarda al futuro.
Mi rivolgo ai giovani, ai meno giovani, agli intellettuali, ai tecnici, agli imprenditori e a tutti coloro che hanno qualcosa da offrire alla propria città. E’ oggi il momento per puntare sul primato del senso civico e poter dire cosa noi dobbiamo fare per la nostra Città e non cosa essa dovrà fare per noi.
Partecipiamo nel modo che si ritiene più opportuno, attraverso associazioni, comitati, sodalizi culturali, partiti. L’importante che arrivi la voce di tutti, affinché vengano fuori progetti e idee.
L’amministrazione, abbia la capacità e la sensibilità di porsi alla gestione di questo laboratorio di idee e progetti utili per la città. Sintetizzando questo sforzo collettivo di ricostruzione, in maniera politicamente laica e mettendo da parte etichette ed imprimatur politici.
Mettiamoci la faccia e la nostra storia, tutti insieme, abbandonando la vecchia politica fatta di risse e di interessi di bottega.
Lavoriamo per una Politica costruita sulle idee buone e utili, abbandonando il campanilismo agli archivi della storia.
Solamente così, tutti insieme, politici e società civile, avremo di che scommettere perché gioiosamente abbiamo tutto da guadagnare e niente da perdere.

Piano di riequilibrio finanziario: occasione di rilancio per la città




La norma sul piano di riequilibrio finanziario (D.L. 174/2012 convertito con modificazioni dalla Legge 213 del 7 dicembre 2012) rappresenta un modo concreto per favorire la risoluzione dei problemi finanziari che affliggono molti Comuni.
Infatti, essa prevede che l’Ente stipuli un patto con il Governo, avviando un percorso di risanamento fino ad un massimo di dieci anni (anziché cinque come previsti dal decreto legge prima della conversione).
Il Comune di Scicli, a differenza di tanti altri enti, ha deciso di non accedere al cosiddetto Fondo di Rotazione che prevede un finanziamento fino a 300 euro per abitante, impegnandosi in una politica di revisione della spesa corrente e riorganizzazione dei servizi, salvaguardando la spesa relativa alle politiche sociali ed allo sviluppo territoriale.
L’adesione alla procedura di risanamento, è avvenuta il 14 dicembre 2012 in seguito alle modifiche apportate in sede di conversione del decreto legge Salva Enti, che ha permesso anche agli enti destinatari di nota da parte della Corte dei Conti per avviare misure correttiva, potervi aderire.
Tramite tale procedura, il Comune potrà spalmare su un piano pluriennale la ristrutturazione finanziaria in un arco temporale di dieci anni, su parametri prefissati dalla norma.
Questa scelta consente a Scicli di incentrare la propria programmazione attorno a due punti fermi: estremo rigore interno e sviluppo socio-economico.

mercoledì 12 dicembre 2012

Soddisfazione per l’approvazione da parte del consiglio del Bilancio di Previsione




Avviata la via del risanamento
Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione del Bilancio di Previsione 2012. Un bilancio che è frutto del lavoro alacre e sinergico della maggioranza consiliare, che, responsabilmente, ha proposto tagli per 2 milioni e 300 mila euro di spese, somme che non sono state tagliate per poi essere spese in altri capitoli di bilancio, ma che sono state tagliate e messe da parte per onorare i debiti, andando nella direzione richiesta dal Collegio dei Revisori dei Conti e dalle direttive della Corte dei Conti.
Sono stati tagliati oltre 2 milioni di euro di spesa corrente, appostando tali economie di bilancio nel “fondo svalutazione crediti”, l’avanzo di amministrazione è stato destinato per la parziale copertura dei debiti fuori bilancio.
Ci siamo avviati, coraggiosamente e con spirito costruttivo, verso la via del risanamento, evitando foschi scenari di predissesto economico. Si è riusciti a non prevedere nessun incremento tariffario, che equivale all’assenza di nuove tasse, e questo è un obiettivo non semplice da raggiungere, se si considerano gli ulteriori tagli ai trasferimenti da parte dello Stato e della Regione di circa 3 milioni di euro.
È stato deciso un cambio di passo nella gestione dei rifiuti, servizio che tanto ha pesato sinora sulle casse comunali, prevedendo un taglio di 450 mila euro.
Non c’è stato spazio nelle previsioni di spesa per feste e festini, il superfluo è stato tagliato. Vogliamo proseguire in questo cammino virtuoso che porta al risanamento. Per il bene della nostra comunità, già provata da una dura crisi che attanaglia le famiglie e il tessuto produttivo.

giovedì 6 dicembre 2012

Leggere il Bilancio Comunale – Cosa sono i debiti fuori bilancio



Cosa è un debito fuori bilancio? Tecnicamente è una sopravvenienza passiva. In parole semplici si ha un debito fuori bilancio quando l'amministrazione comunale rimane impegnata con un terzo per un acquisto, una prestazione, un servizio, o per avergli procurato un danno, senza che la relativa previsione di spesa fosse mai stata inserita in bilancio, e regolarmente riportata negli atti dell'Ente.

Facciamo qualche esempio: un esproprio spesso crea un danno che bisogna risarcire oppure effettuare un servizio.

Fra i due esempi c'è però una differenza: nel primo caso il Consiglio Comunale deve riconoscere il debito, soprattutto se, come spesso accade, supportato da una sentenza; nel secondo caso il Consiglio Comunale può riconoscerlo, se il servizio è ritenuto di utilità per il Comune, ma può anche non riconoscerlo, e in questo caso rimane impegnato il Responsabile che abbia agito in nome e per conto dell'Ente.

Con la delibera del Consiglio Comunale che riconosce la legittimità del debito fuori bilancio deve essere previsto anche come pagarlo.

mercoledì 5 dicembre 2012

Leggere il Bilancio Comunale - Cosa sono i residui attivi e passivi


In maniera molto semplicistica possiamo affermare che i residui attivi e i residui passivi di un Comune rappresentano i crediti e i debiti che l’ente locale, nell’esercizio di competenza (anno di riferimento) non è riuscito a riscuotere o a pagare.

La ricognizione dei residui attivi è una operazione molto importante ai fini della preparazione del bilancio previsionale e per il consolidamento del bilancio consuntivo non solo perché costituisce la continuazione dell’attività gestionale del bilancio, in termini di competenza, riferita agli esercizi finanziari chiusi ma soprattutto perché partecipa al risultato di amministrazione nel sistema finanziario degli enti locali.

Il risultato di amministrazione è la somma algebrica:
fondo di cassa (+)
residui attivi (+)
residui passivi (-).

Mantenere in bilancio residui troppo vetusti, addirittura inesistenti e che, quindi, non si tramuteranno mai in disponibilità finanziaria, comporta una dilatazione ingiustificata dell’avanzo di amministrazione che se da un lato consente nell’immediato il pareggio di bilancio e di disporre artificialmente di capacità di spesa, dall’altro comporterà inevitabilmente squilibri finanziari.

A partire dal 2013, con il decreto “Salva Italia”, i bilanci finanziari annuale e pluriennale avranno carattere autorizzatorio e in base a questa nuova normativa le Regioni e gli altri enti non potranno più ricorrere al meccanismo dei residui anche per “nascondere” i deficit effettivi. Peraltro il Decreto attuativo prevede che, nel primo anno di sperimentazione, si procederà al riaccertamento dei residui attivi e passivi per eliminare quelli cui non corrispondono obbligazioni perfezionate e scadute alla data del 31 Dicembre del primo esercizio di sperimentazione. 

giovedì 29 novembre 2012

Tutti i dati del bilancio consuntivo 2011 e del bilancio di previsione 2012, settore per settore

Di seguito tutti i dati a confronto del bilancio consuntivo 2011 e del bilancio di previsione 2012, delibera di Giunta Comunale n. 118 del 16/11/12, dettagliati settore per settore.

Il bilancio consuntivo (o rendiconto) è il documento predisposto dalla giunta comunale ed approvato dal consiglio, nel quale sono certificate le entrate e le spese sostenute dall'Ente nell'esercizio finanziario dell’anno cui si riferisce.

Il bilancio di previsione, invece, è il documento di pianificazione economica e di programmazione politica predisposto dalla giunta che raccoglie e coordina le richieste dei singoli assessori, ciascuno per la parte di sua competenza, che dovrà essere approvato dal Consiglio Comunale.










Segue link al pdf del file in oggetto:



domenica 18 novembre 2012

Servizio di Educativa Domiciliare a favore di persone non autosufficienti - Distretto Socio Sanitario n.45


In tutti i comuni del Distretto Socio Sanitario n. 45 sarà espletato nell’arco di 3 anni, il servizio di “Educativa Domiciliare” a favore di persone che vivono in condizioni di non autosufficienza temporanea o permanente. Come tutti i servizi programmati ai sensi della legge 328/2000 non si prevede alcuna compartecipazione economica.

Il servizio di “Educativa Domiciliare” è rivolto a persone anziane, adulte e minori residenti nei Comuni del Distretto Socio Sanitario n. 45, che vivono in condizioni di non autosufficienza fisica, psichica, sensoriale o plurima temporanea o permanente, con assenza o inadeguatezza di supporto familiare rispetto al bisogno socio-assistenziale.

Per leggere il testo integrale dell'avviso, cliccare sul seguente link:

Avviso Piano di Zona 2010-2012 - Servizio di “Educativa Domiciliare” a favore di persone che vivono in condizioni di non autosufficienza temporanea o permanente

Il link al sito del Comune di Scicli dove è stato pubblicato l'avviso:

Sito Comune di Scicli- Consultazione Atti - Avviso pubblico per interventi di educativa domiciliare - Piano di Zona 2010/2012